Climeworks
Pioneer svizzero nella cattura diretta di CO₂ dall'aria: la più grande piattaforma DAC al mondo con impianti in Islanda. Oltre $800M raccolti.
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EP19 - Climeworks
Ascolta l'approfondimentoCos'è Climeworks
Nel panorama della lotta al cambiamento climatico, poche tecnologie sono tanto ambiziose — e tanto discusse — quanto la Direct Air Capture, la cattura diretta della CO₂ dall'atmosfera. Climeworks, fondata a Zurigo nel 2009 da Christoph Gebald e Jan Wurzbacher, due ingegneri meccatronici formatisi all'ETH di Zurigo, è oggi la società che più di ogni altra ha trasformato questa tecnologia da esperimento accademico a infrastruttura industriale reale. Il meccanismo che Climeworks ha sviluppato è elegante nella sua logica: appositi filtri ad alta efficienza adsorbono la CO₂ presente nell'aria. Quando sono saturi, vengono riscaldati e rilasciano il gas concentrato, che viene poi iniettato nel sottosuolo dove si mineralizza in roccia basaltica nel giro di pochi anni, grazie alla partnership con la società islandese Carbfix. Non si tratta di compensazione o di piantare alberi: è rimozione permanente, verificabile, geolocalizzata. Il progetto più avanzato di Climeworks si chiama Mammoth ed è il più grande impianto DAC commerciale al mondo, situato in Islanda e alimentato interamente da energia geotermica. Progettato per catturare 36.000 tonnellate di CO₂ all'anno a pieno regime, l'impianto ha affrontato sfide tecniche significative nella fase di avvio: nel corso del 2024 ha catturato 105 tonnellate in totale, con soli 12 dei 72 collettori pianificati pienamente operativi. Questi numeri testimoniano le difficoltà tipiche dei progetti first-of-a-kind, ma non scalfiscono la validità del processo chimico alla base. La risposta finanziaria del mercato è stata comunque imponente. Climeworks ha raccolto oltre un miliardo di dollari in finanziamenti complessivi, incluso un round da 650 milioni di dollari nel 2022 — il più grande nella storia del settore carbon removal — e un ulteriore round da 162 milioni di dollari nel luglio 2025. Tra gli investitori figurano Partners Group, Swiss Re, GIC e Baillie Gifford. Il costo di rimozione attuale si attesta intorno ai 1.000 dollari per tonnellata, ma i co-CEO puntano a ridurlo drasticamente con le economie di scala: Gebald ha dichiarato che l'azienda ha già dimezzato il costo interno a circa 500 dollari per tonnellata. Sul fronte commerciale, Climeworks ha costruito un portafoglio di clienti corporate che firmano contratti pluriennali di carbon removal: Microsoft — il cliente più rilevante per volume, con contratti estesi nel tempo — Stripe, Shopify, SAP e Swiss Re. Questi accordi pluriennali svolgono una funzione doppia: garantiscono domanda futura e fungono da leva per il finanziamento delle nuove infrastrutture. La strada non è priva di ostacoli. Nel 2025, in risposta alle incertezze normative e al cambiamento del contesto macroeconomico — in particolare il taglio ai finanziamenti federali americani al clima sotto l'amministrazione Trump — Climeworks ha annunciato un piano di riduzione del personale che ha coinvolto oltre il 20% della sua forza lavoro di circa 500 dipendenti. I co-CEO lo hanno definito un «right-sizing» necessario per garantire la sostenibilità nel lungo periodo. Climaticamente e tecnologicamente, la posta in gioco è altissima. Il panel scientifico dell'IPCC stima che per mantenere il riscaldamento globale entro 1,5°C sarà necessario rimuovere tra i 100 e i 1.000 miliardi di tonnellate di CO₂ entro il 2100. La Direct Air Capture non può farcela da sola, ma per molti esperti è una componente irrinunciabile del portafoglio di soluzioni. Climeworks ha scelto di scommetterci quando quasi nessuno ci credeva, e oggi — nonostante le difficoltà operative — rimane il punto di riferimento globale di un settore che potrebbe valere centinaia di miliardi nei prossimi decenni.
La Storia
Jan Wurzbacher e Christoph Gebald si sono conosciuti all'ETH di Zurigo e hanno fondato Climeworks nel 2009 con la tesi che la rimozione diretta di CO₂ dall'atmosfera fosse necessaria per raggiungere gli obiettivi climatici, indipendentemente da quanto velocemente si riducessero le emissioni. Hanno iniziato con impianti di piccola scala, ottenendo i primi contratti di rimozione carbonio da aziende come Stripe e Microsoft, prima di scalare verso impianti industriali in Islanda.
Come funziona Climeworks
Business Model
Climeworks gestisce impianti di cattura diretta dell'aria e vende servizi di rimozione di CO₂. Il modello è service‑based: ricava dalla installazione e gestione di impianti per clienti industriali, dalla vendita della CO₂ catturata a serre e produttori di carburanti e da un servizio in abbonamento per individui e imprese che vogliono compensare le proprie emissioni. Tariffe basate sulla quantità di CO₂ rimossa e contratti pluriennali definiscono le entrate.
Revenue Model
Vendita di carbon removal certificate (CDR) a prezzi premium ($1.000+ per tonnellata) a corporate e privati che vogliono compensare le emissioni residue.
Mercato e clientela di Climeworks
Clienti principali
Aziende tech e finanziarie con impegni Net Zero che acquistano carbon removal permanente: Microsoft (>70% dei volumi), Stripe, Shopify, SAP, Swiss Re. Contratti pluriennali da decine di migliaia di tonnellate.
Come si posiziona Climeworks
Vantaggi Competitivi
- Tecnologia DAC proprietaria, la più matura e scalata al mondo
- Contratti a lungo termine con corporate che finanziano lo scale-up
- Energia geotermica in Islanda abbatte i costi operativi
Chi ha fondato Climeworks
Founders
Numeri chiave di Climeworks
Cosa impariamo da Climeworks
- Il deep tech climatico richiede pazienza: 15 anni da spin-off universitario a leader globale.
- Farsi pagare premium da early adopter corporate permette di finanziare la R&D senza diluire eccessivamente.
- Costruire infrastruttura fisica in un paese con energia rinnovabile a basso costo è un vantaggio strutturale.
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- Official website — climeworks.com