Ineffable Intelligence
Il pitch deck di Ineffable Intelligence (mai pubblicato pubblicamente) è diventato un caso di studio nel venture capital per quello che non contiene: nessuna slide con TAM, nessuna proiezione di revenue a 3 anni, nessun piano di go-to-market.
Quello che conteneva, secondo le descrizioni di chi ha partecipato al processo, era la struttura classica di un research lab pitch: la tesi tecnica ("i sistemi AI che apprendono dall'esperienza supereranno quelli addestrati solo su dati umani"), le credenziali del team (David Silver — AlphaGo, AlphaZero, head of RL a DeepMind per anni), e l'infrastruttura necessaria (partnership con Nvidia per il compute di reinforcement learning su larga scala).
La struttura di una pitch deck di frontier AI lab è fondamentalmente diversa da quella di una startup SaaS. L'investor non sta valutando "questo prodotto conquisterà il mercato X" — sta valutando "questo team ha la credibilità scientifica e l'accesso alle risorse per generare breakthrough che creano mercati nuovi".
Per i founder normali: il pitch di Ineffable non è un modello da imitare. Ma insegna una cosa universale — ogni pitch deve rispondere a una domanda fondamentale prima di tutte le altre: perché questo team, su questo problema, in questo momento? Tutto il resto è dettaglio.
Il pitch deck non è un documento commerciale — è una risposta alla domanda "perché questo team, su questo problema, adesso?". Tutto il resto serve a supportare quella risposta.
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