EP72 — Unicorn Files — Blackwall: chi controllerà il web degli agenti AI?
Di cosa parla questo episodio
Un round da 100 milioni di dollari, una valutazione da 2,2 miliardi e una domanda che riguarda il futuro di Internet: chi deciderà cosa possono fare gli agenti AI quando navigheranno sul web al posto nostro?
Fondata in Estonia nel 2019 con il nome BotGuard, Blackwall è nata per proteggere i siti dal traffico automatizzato. Oggi dichiara di proteggere oltre 2,3 milioni di siti web e applicazioni, distribuendo la propria tecnologia attraverso più di 100 hosting provider e partner.
Ma la vera opportunità potrebbe essere molto più grande della cybersecurity.
Quando gli agenti AI cercheranno informazioni, confronteranno prezzi, prenoteranno servizi e acquisteranno prodotti per conto degli utenti, non basterà più distinguere esseri umani e bot. Bisognerà riconoscere gli agenti, verificarne l’identità, autorizzarne le azioni e decidere a quali condizioni farli accedere.
In questo Unicorn Files scopriamo come funziona GateKeeper, perché il channel model tramite hosting provider potrebbe essere il vero vantaggio competitivo di Blackwall e quali sfide arrivano da Cloudflare, Akamai e dagli standard aperti per gli agenti AI.
La domanda finale: Blackwall diventerà uno dei controllori del web degli agenti AI o resterà un importante fornitore di sicurezza?
Scalable racconta startup, unicorni e modelli di business per capire non soltanto chi cresce, ma perché.
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Cosa impari da questo episodio
- Il 20 ottobre 2026 Blackwall ha annunciato un Series C da 100 milioni di dollari a una valutazione riportata di 2,2 miliardi, distinta dalla precedente stima TopTech del settembre 2026.
- GateKeeper è un reverse proxy documentato che può funzionare nell’infrastruttura degli hosting provider, con controlli di sicurezza e gestione del traffico già disponibili.
- Il vantaggio potenziale di Blackwall è il channel model: un’integrazione con un hosting provider può distribuire il software a molti siti, ma concentra il rapporto commerciale e parte del potere di prezzo nel partner.
- Blackwall dichiara oltre 2,3 milioni di siti e applicazioni protetti e oltre 100 partner; non sono noti il numero di siti paganti, l’ARPU né i ricavi consolidati aggiornati.
- L’identificazione dei bot non equivale ad autenticare un agente o verificare che una persona gli abbia delegato un’azione: le funzionalità complete di authorization e monetizzazione agentica restano una tesi da dimostrare per Blackwall.
La startup protagonista: Blackwall
Blackwall
Scaleup estone, nata come BotGuard, che aiuta provider hosting e cloud a filtrare bot, attacchi e traffico automatizzato e a rivendere i moduli di sicurezza ai propri clienti.
Leggi il profilo completoPerché Blackwall è interessante
Fondata a Tallinn nel 2019, mostra un percorso europeo di crescita basato su infrastrutture software e distribuzione indiretta presso i provider, senza dover costruire un network CDN globale proprietario.
I punti chiave dell'episodio
Di cosa si tratta
Blackwall è una società estone di cybersecurity e web traffic management, ex BotGuard, che distribuisce protezione e controllo del traffico soprattutto tramite hosting e managed-service provider.
Dati e numeri
- $100M Series C annunciato il 20/10/2026; valutazione riportata $2,2B
- 2,3M+ siti/app protetti dichiarati
- 100+ hosting/service partner dichiarati
- Botguard OÜ: ricavi 2024 €21.035.457, non fatturato consolidato 2026
- GateKeeper v1.6.0 pubblicato il 06/05/2026
Rischi e sfide
- Siti paganti, ARPU, NRR e concentrazione per partner non pubblici
- Partner possiedono la relazione commerciale e possono esercitare pressione sui margini
- Cloudflare e Akamai investono in bot e agent control
- Autenticazione e delega degli agenti possono essere standardizzate o gestite a livello API/commerce
- Assenza di prova di un’offerta Blackwall completa di agentic payment e pay-per-crawl